⛰️ Creta delle Chianevate (2769)
⛰️ Creta di Collina (2686)
⏱️ Tempi: salita 4h 30min (pause incluse), discesa 4h (pause incluse)
🗓 12/09/2026
📈 Dislivello: 1550 m
🥾 Lunghezza: 12 km
🇲🇨 Segnaletica: CAI 146, Via Normale alla Creta di Collina, Via Normale alla Creta delle Chianevate
🗺 Tabacco: 001
📶 Difficoltà alpinistiche: EEA, via ferrata alla Creta delle Chianevate, tratti attrezzati con cavo.
Lunga e spettacolare escursione nelle Alpi Carniche che porta alla seconda cima più alta del Friuli.
Il CAI considera la via Normale alla Creta delle Chianevate una ferratra,classicata come molto difficile per via dell'ambiente di alta montagna in cui è immersa e per passaggi a tratti esposti o marci. Questo tratto va pertanto affrontato attrezzati di imbrago, casco e kit.
Si lascia la macchina nel piazzale del Passo Monte Croce carnico (1360m, link alla posizione in fondo alla pagina) e si inizia a percorrere il sentiero CAI 146 che dal versante italiano del passo si porta sul versante sud della Creta di Collinetta. Il sentiero ininzia come una mulattiera abbastanza ampia e non pendente sempre nel bosco. Si procede salendo guardando l'imponente parete est della creta di collina che scende verso la Cresta Verde. Da qua paratono alcuni sentieri e tracce, alcune segnate e alcune risalenti alla grande guerra, proprio verso la Cresta Verde. In poco tempo si arriva a una grossa zona pianeggiante (che ladciamo alla nostra destra) e si seguono le indicazioni per il Rifugio Marinelli che si vede sulla linea di cresta in fondo alla vallata. La salita procede via via più decisa in un ambiente di prati o boscaglia e si giunge a un bivio (1 ora dal parcheggio). Qui si tiene la destra e si imbocca un sentiero (sempre il 146) che sale a zig zag sempre più ripidamemte per portarsi alla base delle pareti rocciose della Creta di Collina. Continuando sulla sinistra, invece, si perde quota e ci si ritrova a salire un ghiaione lungo e ripido per portarsi all'imbocco del Sentiero dello Stivale, la via normale alla Creta di Collina. Prendendo invece il sentiero prima descritto per i prati si risparmia molto tempo e strada. La via procede quindi ad infilarsi in un canale e a risalirlo a zig zag e sul lato sinistro, avvicinandosi spesso allo strapiombo che delimita il Vallone delle Chianevate. Qui iniziano i cavi, anche se spesso servono solo come appoggio e mai veramente necesasri per la progressione. A circa due ore dal parcheggio si arriva al passaggio più difficile della creta di collina: un canale molto ripido che viene salito grazie all'aiuto di un cavo metallico. Non è mai veramente esposto in quanto chiuso dalle rocce ma è alto una ventina di metri. Usciti da questo passaggio si procede su un pendio dalla pendenza decisa che porta fino alla Cima della Creta di Collina. Il panorama qua si apre già sulle alpi austriache e si nota la quota guadagnata vedendo il Passo Monte Croce molto in basso. Giunti in prossimità della Creta di Collina, si prende la traccia a sinistra che porta al Ricovero Celso Craighero (2609m) scavato nella roccia. Qui inizia la Via Normale (ferrata) alla Creta delle Chianevate. Si tratta di 22 tratti di cavi numerati che percorrono il crinale che separa le due Crete.
Il CAI considera la via Normale alla Creta delle Chianevate una ferratra,classicata come molto difficile per via dell'ambiente di alta montagna in cui è immersa e per passaggi a tratti esposti o marci. Questo tratto va pertanto affrontato attrezzati di imbrago, casco e kit.
Si inizia scendendo ad una forcella che domina il vallone dell'Eiskar in austria e poi si prosegue salendo la vecchia traccia militare della grande guerra. Si risale quindi una caratteristica scalinata risalente alla Grande Guerra che conduce al traverso sotto cresta. Aggirando il primo costone, si entra nella parte più bella della ferrata. Si procede sempre in quota alternando piccoli saliscendi e avendo panorama sia sulla Carnia che sull'Austria. Si nota la cima della Creta delle Chianevate e dietro il Coglians. La ferrata procede in quota fino ad una discesa senza cavi e leggermente scivolosa prima di prendere il canalone finale che condurrà alla cima. Il canale, dal fondo marcio e ghiaioso, è molto ripido ma i cavi sono posizionati in modo ottimale ed aiutano la risalita (e sorprattutti la diacesa).
Si esce dal faticoso ghiaione verso destra e, in pochi metri, si è sulla cima della Creta delle Chianevate, molto intima. Per rientrare si ripercorre a ritroso la stessa via dell'andata, facendo attenzione al canalone sommitale. Il giro risulta essere molto lungo e sostanzialmente privo di appoggi, è necessario avere quindi cibo ed acqua in abbondanza per affrontare la giornata. Ribadiamo inoltre che è necessario il kit da ferrata per la parte finale del percorso.