Monte Leupa, Lopa (2402 m)
⏱️ Tempi: salita 4h 30min (pause incluse), discesa 3h (pause incluse)
🗓 13/08/2026
📈 Dislivello: 1400 m
🥾 Lunghezza: 15.5 km
🇲🇨 Segnaletica: CAI 636, ometti in pietra, bolli rossi
🗺 Tabacco: 019 (Alpi Giulie Occidentali - Tarvisiano)
📶 Difficoltà alpinistiche: EE, arrampicata II+
Lunga camminata su una delle cime meno frequentate ma più iconiche dell'altopiano del Canin. Anche se spesso lasciata in disparte, questa escursione ripaga con bellissimi panorami sulle Giulie, sulla pianura friulana e con passaggi tecnici divertenti da superare.
I passaggi di arrampicata in cresta non superano il II grado, ma per via dell'elevata esposizione è necessario avere passo sicuro ed esperienza su terreno di alta montagna e di arrampicata.
Si raccomanda l'uso del casco e, come sempre, di un adeguato abbigliamento da montagna. È necessario partire con abbondanti scorte di acqua e cibo considerato che non ci sono punti di appoggio su tutta la via, che risulta essere abbastanza lunga.
Il punto di partenza di questa escursione è il Rifugio Divisione Julia (purtroppo chiuso) a Sella Nevea. Da qui parte il sentiero CAI 636 che risale un piccolo boschetto, sbuca su Via Pesamosca e prosegue in direzione dei campetti da Sci. In cima ai due campetti è ben visibile la segnaletica del CAI e l'inizio vero e proprio del sentiero che parte in direzione del Monte Poviz, le cui pareti dirupate ci sovrastano già. La mulattiera del Poviz si inoltra subito in un fitto e umido bosco: la pendenza è decisa. La salita non è delle più piacevoli visto che tratti poco pendenti si alternano a ripidi strappi e l'umidita è elevata. Piu si sale piu la traccia si allarga ed il sentiero diventa gradinato. Ci inoltriamo in un ambiente carsico. Attorno a noi numerosi inghiottitoi e buche si aprono, alcune ancora piene di neve dall'inverno. Intorno a quota 1800m il bosco lascia spazio ad una densa distesa di mughi. Incontriamo quindi il primo bivio di giornata: a destra parte il sentiero CAI 636a che taglia in direzione del Rifugio Gilberti. Noi svoltiamo a sinistra proseguendo lungo in 636. Dietro la curva ci aspetta un nuovo bivio a cui stavolta svoltiamo a destra (sempre seguendo il 636).
Attraversando i fitti mughi si procede verso le pareti incombenti dei monti Leupa e Golovec. Ai lati del sentiero di aprono profondi pozzi caratteristici del territorio carsico su cui ci troviamo. Dopo un tratto sostanzialmente pianeggiante, il sentiero torna a salire con pendenza dolce e costante. Immersi nella pietraia si passa sotto alle pareti dirupate della Punta Medon ed in breve si raggiunge la Sella Leupa (2109m).
Da qui ha inizio la via normale di salita al Monte Leupa. Ci incamminiamo lungo la evidente traccia che si inoltra nel ghiaione (direzione est) sotto alle pareti dirupate del Golovec. Pur non trattandosi di un sentiero CAI, la traccia è chiara ed evidente, segnalata solo ogni tanto da ometti in pietra e bolli rossi sbiaditi. La pendenza è lieve e fra vari saliscendi avanziamo prima sotto al Golovec, poi sotto alla Forca Sopra Medon fino a costeggiare la parete del Leupa. La difficoltà di questo ghiaione non è certo la pendenza, quanto il fondo che progressivamente di fa sempre piu sabbioso e marcio.
Si inzia quindi a risalire in direzione della sella fra il Monte Leupa e la Konjske Police.
Poco prima di raggiungere la sella, sulla destra notiamo l'evidente ingresso della Caverna del Ghiaccio.
Si tratta di una affascianante grotta catalogata nel catasto regionale speleologico. Per tutti dettagli tecnici sulla grotta rimandiamo al sito del catasto.
Decidiamo di lasciare la traccia principale e risaliamo a fatica il ghiaione marcio che conduce all'ingresso della grotta. Il suo interno è assolutamente spettacolare. Dal grande ingresso ovale si scende (facendo attenzione al fondo scivoloso) fino all'enorme cumulo di ghiaccio che da il nome alla caverna. L'antico blocco di ghiaccio blu e nero è sovrastato da un pozzo altissimo (di cui non riusciamo a vedere nemmeno la fine) che sale in direzione della cima.
Dopo la deviazione doverosa, scendiamo con estrema attenzione il ghiaione sabbioso fino a ricollegarci alla via normale di salita. In breve si raggiunge la sella ad Est del Leupa. Poco prima della sella, sulla destra un bollo rosso sbiadito indica l'inizio della via. Una paretina di II grado conduce ad un canalino detritico. All'uscita del canalino ci troviamo di fronte ad una parete abbastanza impegnativa (III), quindi procediamo a sinistra nella stretta cengia e arrampichiamo la piu semplice parete (II grado). All'uscita di questa è posto un cordino per calate in corda doppia (unico di tutta la via). Si monta finalmente nella larga cresta. Da qui si segue la via di cresta (molto intuitiva) fino alla cima. Si sale dapprima su ripidi prati fino a raggiungere una parete di prati e rocce molto dirupata. Una volta raggiunta appare evidente che le difficoltà tecniche non sono elevate (si risalgono salti di roccia di I grado e ripidi prati molto gradinati) ma l'esposizione è elevata. Il tratto finale di cresta è totalmente roccioso e con passaggi di I grado si raggiunge la piccola anticima da cui finalmente vediamo la vera cima. Dopo aver sceso una piccola placca raggiungiamo la cima del Monte Leupa (2402m).
Da qua la vista è unica: siamo sul balcone perfetto per ammirare il gruppo del Montasio e dello Jof Fuart. Verso Ovest la vista è magnifica sul gruppo del Canin mentre ad Est abbiamo le Alpi Giulie slovene: Mangart, Jalovec, Triglav e Monte Nero ben riconoscibili.
Da qui facciamo ritorno a Sella Nevea percorrendo a ritroso la via di salita. Discendere la cresta richiede la massima attenzione, non solo nei passaggi di disarrampicata, ma anche nei ripidi prati: l'esposizione talvolta è elevata. È richiesto passo sicuro e buona esperienza in ambiente di alta montagna. La discesa della cresta è sicuramente il momento piu delicato dell'escursione e termina disarrampicato le due paretine di secondo grado (attenzione anche nel canale ai sassi instabili).
Da qui si ripercorre il traverso sul ghiaione fino a Sella Leupa e si fa ritorno a Sella Nevea lungo la mulattiera del Poviz (CAI 636).