⛰️ Monte Sart (2324 m)
⏱️ Tempi: 4h30mim salita, 5h discesa (pause comprese)
🗓 09/05/2026
📈 Dislivello: 1815m
🥾 Lunghezza: 16km
🇲🇨 Segnaletica: CAI 633, CAI 632 (Alta Via Resiana)
🗺 Tabacco: 027
Il punto di partenza di questa escursione è il paesino di Pezzeit, (Val Raccolana) dove è presente un piccolo parcheggio. Da qui parte il sentiero CAI 633, che percorre inizalmente una radura e un rado bosco dietro alle case. Attraversato un ponticello di cemento, il sentiero inizia a salire in modo deciso, costeggiando prima le pareti dirupate del monte e quindi inoltrandosi nella gola scavata dal Rio de lis Cladis. Si ha qui una vista sull'impressionante canale di ghiaia scavato dal Rio Impresis. Una scalinata di cemento (molto rovinata dai massi che cadono dalla parete) e un cavo (ormai mangiato dal bosco) conducono all'attraversamento del Rio de lis Cladis. Il sentiero abbandona il canale e monta quindi sulla dorsale del monte. La pendenza aumenta ancora e qui il sentiero si fa molto esposto, è necessario avere passo sicuro ed esperienza su questo terreno. Un cavo metallico (in buone condizioni) aiuta la salita in questo tratto.
Ci si inoltra quindi nel fitto bosco. Da qui seguire la traccia diventa piu complicato: il folto manto di foglie e rami caduti, numerosi schianti e la scarsa manutenzione rendono faticoso in alcuni tratti trovare la via. La pendenza è costante e molto decisa, ed il terreno umido e scivoloso certamente non aiuta. Alcuni tratti con cavo metallico aiutano in un paio di passaggi più esposti.
Un masso indica la quota 1300m, e da qui segue un traverso parecchio insidioso nel bosco a causa delle foglie.
Il bosco è fitto ma tra le fronde si puo godere della vista sul Monte Cimone, con la sua spettacolare parete Sud-Ovest.
Si giunge quindi a quota 1450m a dover attraversare nuovamente il Rio de lis Cladis, stavolta a ridosso della sua sorgente. Ci si trova infatti fra due pareti impressionanti, a sinistra una ricoperta di muschi e alberi, davanti invece una lastra liscia e unta.
Qui è dove una lingua di neve puo persistere anche ad inizio estate, ed infatti abbiamo dovuto traversare 5 metri sulla neve (per fortuna dura) del mattino. I ramponcini sono sufficienti, ma è necessario passo sicuro per la pendenza del canale.
Attraversato il canale si continua a salire con numerosi tornanti sotto alla imponente parete e si raggiunge finalmente Sella Buia (1656m).
Da qui si passa al versante sud della montagna, e al fitto bosco si sotituiscono ampi prati di zolle e ghiaia, il classico paesaggio prealpino. Dalla sella si può finalmente vedere la meta dell'escursione, la cima del Monte Sart, che appare come una maestosa piramide. Ben visibile è anche il pendio che si percorrerà per raggiungere la cima. Si prosegue lungo l'alta via resiana (CAI 632) che corre a mezzacosta verso il Monte Sart. Percorrere questo primo tratto di alta via è un piacere: sempre larga (con giusto un paio di passaggi esposti) molto panoramica e con pendenza dolce. Si incontra una croce (con libro) a ricordo di un tragico incidente li avvenuto. La pendenza torna ad aumentare salendo nei prati.
Dopo alcuni tornanti si raggiunge l'attacco della via per la cima (facente sempre parte dell'altavia resiana) a quota 1940m. In corrispondenza di un grande masso è indicata la via da seguire. Visto dal basso, il pendio da risalire appare come un enorme lavatoio di sassi e zolle, quello che potremmo definire un perfetto viperaio. Ed infatti a darci il benvenuto all'imbocco della via c'era proprio una grande vipera. Prestare la massima attenzione lungo tutta la salita, spesso è necessario mettere le mani sul sentiero.
La via è ben bollinata da triangoli rossi posti sui massi che indicano la direzione da tenere. La salita è molto ripida, ma le rocce stabili e granitiche aiutano la scalata, cosi come le zolle gradinate.
Con non poca fatica si raggiunge la cima del Monte Sart (2324m) e la vista si apre finalmente sull'altopiano del Canin, con tutta la sua cresta, cosi come sull'altopiano del Montasio. Questa cima è un palco perfetto per ammirare le più belle alpi Giulie, Mangart e Jalovec compresi. La vista è ampia anche verso il cuore delle Alpi Carniche (in particolare Amariana, Creta Grauzaria e Zuc dal Bor).
Si fa ritorno alla macchina percorrendo a ritroso la via dell'andata.
Prestare attenzione alla pendenza nell'ultimo tratto.
Il tratto più critico da scendere è senz'altro il CAI 633 da Sella Buia a Pezzeit. Il fondo scivoloso e ripido richiedono la massima concentrazione e passo fermo. I tratti esposti e le foglie umide rendono quest'ultima discesa la parte da attenzionare maggiormente.