⛰️ Monte Matajur (1645 m)
⏱️ Tempi: salita 4h, discesa 3h 30 min
🏠 Dom na Matajure (1550m)
🗓 20/12/2025
📈 Dislivello: 1510m
🥾 Lunghezza: 15km
🇲🇨 Segnaletica: CAI 724, 725, 749
🗺 Tabacco: 02
🧗♂️ Difficoltà sentiero: EE, EEA
Lunga e fisicamente impegnativa escursione nelle Valli del Natisone. Per quanto mai veramente esposta o tecnicamente difficile, si raccomanda molta attenzione nella prima metà della Via Palma a causa della forte pendenza e del suolo spesso scivoloso. Necessario il kit da ferrata e sconsigliato come percorso per la discesa. Per le info dettagliate guardate il nostro sito nella sezione Prealpi!!!
Si lascia la macchina in prossimità del confine di stato a Stupizza (220 m), poco prima della vecchia dogana, e si ritorna indietro per qualche decina di metri fino ad incontrare il segnavia CAI che mostra l'inizio del sentiero 724. Il sentiero inizia subito molto ripido e prosegue nel bosco dapprima su un piccolo crinale, poi salendo alternando tratti più ripido a tratti meno ripidi. La traccia non sempre è chiara in quanto il sentiero è poco frequentato ma la bollinatura è sempre ben visibile. Su tutta la via, e in particolare nel tratto iniziale, è da prestare attenzione al fondo umido e scivoloso. Passato un avvallamento il sentiero prosegue sempre più ripido nel bosco, tanto che in alcuni tratti la pendenza è davvero elevata. Dopo i primi 500/600 metri di dislivello si arriva al tratto attezzato della Via Palma. Il sentiero sale ripidissimo fino ad arrivare su un crinale muschioso e si nota pochi metri più avanti il primo troncone di cavo metallico. Le tratte, numerate da 1 a 17, sono state rinnovate di recente e il cavo è sempre solido e ben fissato. I primi tratti di cavo salgono ripidi e leggermente esposti scavalcando un primo salto roccioso del lato nord del Matajur. Terminato questo settore di cavo il sentiero sale meno velocemente sempre nel bosco. Quando la pendenza torna a farsi ripida ricominciano i cavi ma il secondo settore è decisamente più semplice del primo (il più tecnico della via). Salendo si apre il panorama sulle alpi giulie e in particolare sul Canin, molto vicino in linea d'aria. Il sentiero continua a salire avvicinandosi sempre di più al crinale del Matajur che si raggiunge con un'ultimo tratto attrezzato e un passaggio attraverso dei grossi massi stabili ma leggermente esposto. La via attrezzata termina in un pianoro erboso con la malga Taponetiche esposto a sud da cui si vedono sia la cima che la pianura friulana e il mare. Da qui si imbocca il sentiero 725 che sale per il pedio erboso e incontra un ricovero e il rifugio Dom na Matajur (1550 m). Da qui rimangono le ultime decine di metri di dislivello per prati fino alla cima (1645 m) con la caratteristica chiesetta e il cippo di confine. Il panorama è molto ampio e spazia dal mare alle alpi giulie. Si vedono anche le principale cime delle dolomiti e il Triglav. Per la discesa noi abbiamo ripercorso a ritroso il sentiero 749 e poi abbiamo percorso tutto il sentiero 725 che scende fino al centro abitato di Stupizza. Dapprima il sentiero e molto largo e scende dolcemente alternando prati e boschi. Si intercetta poi la strada asfaltata che da Mersino sale al Passo Glevizza e da lì il sentiero scende decisamente verso valle. Qui si fa via via più stretto e ripido e torna ad essere scivoloso fino agli ultimi metri per poi sbucare sulla strada statale. Si raccomanda attenzione in questa parte di discesa in quanto e davvero scivolosa. Per quanto questa discesa non sia entusiasmante, è di sicuro meglio della discesa per la Via Palma che sconsigliamo e che richiederebbe molto tempo e molte fatiche fisiche e mentali. Da Stupizza al valico di confine si segue la strada statale e in circa mezz'ora si rientra al parcheggio. In definitiva una escursione molto impegnativa dal punto di vista fisico che richiede molta attenzione alle caratteristiche del terreno, spesso scivoloso. Si consiglia di percorrere in autunno o inizio inverno, solo se in assenza di neve e di portare con se il kit da ferrata e il casco.